La terza e ultima giornata di questa quinta edizione del Vintage Festival lascia spazio al design italiano, tra presente e passato, con Giovanna Castiglioni e JoeVelluto, e si chiude con gli appuntamenti Heritage Connection: format curato e condotto da Davide Rampello, con Fabio Novembre, Gualtiero Marchesi e Pippo Baudo, il quale, purtroppo, non è riuscito ad essere presente fisicamente in auditorium a causa di una forte indisposizione, ma che è riuscito a raggiungerci attraverso una conference call.

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Giovanna Castiglioni & JoeVelluto

L’ultimo giorno del Festival si apre all’insegna del design, con la lecture di Giovanna Castiglioni e JoeVelluto (Andrea Maragno e Sonia Tasca).

Si è trattato di un incontro interattivo dove il pubblico è stato il vero protagonista: chi ha partecipato all’incontro, infatti, ha avuto modo di toccare con mano gli oggetti di design fatti passare tra il pubblico, e di rispondere alle domande degli stessi relatori sulla loro funzionalità (vi siete mai chiesti il perché del buco sul marmo nella lampada ad arco Flos?).

E così ne è uscito un dibattito sul significato del design, in base alla percezione che di esso hanno non solo professionisti, ma anche semplici appassionati e profani del settore.

Alla scoperta di una visione non convenzionale e poetica del design, in cui viene valorizzato l’atto intuitivo prima, e di ricerca poi.

Il designer come ricercatore e non semplicemente come stilista esecutore.

Fabio Novembre

“Il mio obiettivo è quello di trasmettere la relazione che esiste tra me e noi, tra le cose e il loro universo di riferimento”.

È stato Fabio Novembre il primo degli ospiti del format Heritage Connection, ideato e presentato da Davide Rampello.

L’archi star ha presentato al Vintage Festival il suo blog ionoi.it, contraddistinto da un layout che ha nell’immediatezza delle immagini il suo punto di forza.

Scorrendo le immagini e raccontandole in diretta, Novembre ha tracciato insieme al pubblico parallelismi e connessioni tra diversi ambiti creativi: architettura, design, arte contemporanea.

Cercare connessioni anche dal semplice colpo d’occhio che scaturisce da una serie di immagini diverse aiuta a cogliere relazioni nascoste e non pianificate, in un approccio che diventa così inclusivo e interdisciplinare.

Con passione ed entusiasmo Novembre ha raccontato la sua continua ricerca nel “mappare il DNA del processo creativo”, incarnando la figura del designer progettatore di sogni, di un architetto di visioni intento a recuperare i valori di un design eroico, in grado di toccare e suonare le corde profonde dell’animo umano.

Gualtiero Marchesi

Secondo ospite di Heritage Connection, Gualtiero Marchesi ha fatto il suo ingresso al Vintage Festival accolto dagli applausi di un auditorium gremito.

Ripercorrere in un’ora la carriera lunghissima del maestro che ha proiettato la cucina italiana nel mondo non era compito facile. Ed infatti è stato impossibile raccontare tutti gli aneddoti e le idee da cui nascono piatti di successo.

Dalla scelta della ceramica e della forma dei piatti, alle intuizioni che stanno dietro alla scoperta di un nuovo accostamento di sapori, ciò che è emerso con chiarezza è che Gualtiero Marchesi non è un semplice tecnico esecutore, ma un “cuoco-compositore”.

“Non è importante come tocchi i tasti, perché c’è già tutto nella composizione”: così uno chef cita J.S. Bach, evidenziando i punti comuni tra la musica e la cucina.

“La cucina è la più grande delle arti, perché comprende la scienza”: per diventare grandi occorre pensare in grande ed elevare una tecnica applicata fino ad una visione creativa del mondo.

A dimostrazione di questo, a fine lecture dal pubblico si alza Fabio Novembre con una domanda, in un dialogo interdisciplinare tra arti e artisti.

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