35 anni, due volte carcerato in Transnistria, una volta processato in Russia e quattro volte cecchino in Cecenia, Israele, Iraq e Afghanistan. Scrittore, tatuatore, reduce di guerra: Nicolai Lilin è tante cose assieme e molte sono le cose che si sono dette sul suo conto.

Lilin-Ritratto

Una vita fatta di mille storie e due vie per raccontarle: la penna, che lo fa esordire nel 2009 con Educazione siberiana, caso editoriale tradotto in oltre 26 paesi del mondo, e il pennino, veicolo di una comunicazione muta e primitiva, il tatuaggio, intrecciata quasi in modo ieratico con la biografia personale. Nel mondo di Nicolai le immagini, i simboli e le parole non hanno un valore estetico, ma sono i tasselli di una tradizione ancestrale.

Dopo l’enorme ed inaspettato successo di Educazione Siberiana, nel 2013 il romanzo viene trasposto cinematograficamente da Gabriele Salvatores con cast e produzione internazionali.

Nicolai negli anni si dedica a tempo pieno alla scrittura e pubblica altri quattro libri, frutto delle crude esperienze maturate in vari scenari di guerra. Inoltre fonda Kolima Contemporary Culture a Milano e il laboratorio di disegno e tatuaggio Marchiaturificio, mentre continua a scrivere per l’Espresso, XL di Repubblica e altre testate.

Storie di vita impresse nelle pagine dei suoi libri e sulla pelle. Lo scrittore e tatuatore russo sarà ospite del Vintage Festival Italia 2015: un incontro che vi darà la possibilità di scoprire la cupa eleganza della sua arte e ripercorre con il suo sguardo duro la violenza dell’attualità che ci impone ostacoli sempre più grandi da sfidare.

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Redazione
Art Director, Copywriter, Social Media Manager e responsabile della comunicazione del Future Vintage Festival.
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