Chiudete gli occhi e per un istante immergetevi nella Parigi inizio secolo anzi, circoscriviamo un’anno particolare il 1925. Immaginate il fermento creativo, le avanguardie e l’Esposizione Internazionale delle arti decorative e industriali, proprio questa fiera innovativa, dona il nome a una nuova corrente stilistica che permeerà le arti applicate e lascerà un segno importante nel modernismo.

Si tratta dell’Art Déco (termine mutuato dalla sintesi per l’appunto di Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes) una specie di progenitore del moderno Design.

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Mobili, soprammobili, decorazione di interni e arti grafiche, per l’appunto tutto ciò che non è fine a se stesso ma che contiene una funzione, oggetti che vengono rappresentati in una nuova chiave di lettura, un mix di riferimenti, primitivismi, arte e geometrie costituiscono il linguaggio di questo stile che diventa immediatamente una moda esportata oltre oceano.

Se a New York prevale la matrice più seriosa, ostentativa e lussuosa, (uno dei contributi più evidenti è quello architettonico, pensate all’Empire State Building, al Chrysler Building ecc), è con più curiuosità e meno solennità che il gusto Art Déco fa capolino in una città meno metropolis e più legata al concetto di divertissement quale Miami.

Hotel, locali, seaside resort si piegano al mood vacanziero e spensierato, respirando l’aria dell’oceano e l’euforia di una società, quella americana, che dismette il cappotto e comincia a profumare di olio abbronzante e cocktail colorati. È così che i toni cupi della città si tingono di palette pastello, rosa, verde menta, e la matrice più esotica prende il sopravvento nelle decorazioni con palme, fiori e fenicotteri.

Un’interpretazione che oggi è fonte di ispirazione per moda, arredamento di interni e creazioni grafiche, impiegando il linguaggio sintetico e geometrico, codice contemporaneo con cui si esprimono le arti applicate, mescolandolo a quell’esotismo nostalgico anni ’30.

Pattern che ci ricordano i fondali naif, colorati e lussureggianti di Henri Rousseau, flora e fauna combinati nello stesso effetto acido. L’Art Déco incontra Southbeach Miami: gli improbabili layout architettonici si trasferiscono in qualsiasi disciplina creativa.

E proprio perché gli ingredienti sono estremamente versatili anche stilisti contemporanei come Peter Pilotto, Holly Fulton, Mara Hoffman e Alon Livne attingono da quel mondo geometrico-esotico che riverbera attraverso tinte solari e tagli geometrici.

Redazione
Art Director, Copywriter, Social Media Manager e responsabile della comunicazione del Future Vintage Festival.
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