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Ritratti esplosi, scomposti, emozionali: mosaici fotografici tridimensionali che hanno reso Maurizio Galimberti il fotografo che più di ogni altro ha saputo sfruttare un mezzo del passato nelle sue implicazioni moderne e sperimentali.

Composizioni di Polaroid che hanno saputo ritrarre icone del cinema e dello spettacolo, da Lady Gaga a Johnny Depp, da Robert De Niro a George Clooney, ostentando il coraggio di osare con la natura chimica e materica delle istantanee per re-interpretare il reale e giocare con le avanguardie storiche. Il risultato è una fotografia ritmica, che nasce dalla ricerca e dalla volontà di lasciarsi andare alle emozioni.

In esclusiva per il Vintage Festival un incontro sulla storia di una “manipolazione”, un lavoro multidisciplinare di contaminazione, in un’epoca in cui la fotografia digitale ha soppiantato l’uso di apparecchi a stampa immediata. L’obiettivo? Far sognare lo spettatore, in un mix di eleganza e progettualità.

Geometra mancato, si appassiona alla fotografia fin da ragazzo. L’eterna paura per il buio della camera oscura e l’impazienza per l’attesa dello sviluppo, lo portano alla Polaroid. Da 30 anni scompone e ricompone la realtà nei mosaici fotografici che l’hanno reso famoso in tutto il mondo.