Quando in gelateria di fianco alla Coppa Spaghetti trovavi, nell’apposito menù a colori, la Banana Split, tutto cromaticamente così esplosivo era chiaro che la cosa importante da mostrare non era certo la naturalità degli ingredienti. Mentre negli hotel o nei club esclusivi vigeva uno stile pulito ed elegante con cocktails raffinati e piatti che strizzavano l’occhio alla nouvelle cuisine francese, per tutta quella cucina dal sapore anche lontanamente etnico la parola d’ordine era “abbondare”. Gli ombrellini, le cannucce e i fiori di carta dovevano rappresentare l’opulenza rigogliosa in un oasi nel deserto. I menù, soprattutto quelli americani, hanno fatto della quantità un modo di pensare. E della carne sugosa uno stile di vita.Ma c’é a chi non ha mai interessato scorrere il menù, vi ricordate la risoluta pianificazione culinaria di Meg Ryan, gli occhi sgranati della povera cameriera e dell’ancora più sbalordito Billy Crystal?












